27/06/2009
Secondo me questo blog sta facendo il suo tempo. Da una parte è bella l'evoluzione e tutto quanto, dall'altra ho voglia di rifar daccapo, pagina bianca e tabula rasa, e cambiare un po' stile, sai quelle cose taglienti che pare che dici i cazzi tuoi e in realtà non dici niente ma ci sono un monte di provocazioni? ecco.
Forse succederà, per ora mi fa fatica e poi sono affezionata a questo posto con il nome adolescenzialissimo di "moonshade", che devo farci? non ci faccio.
In ogni caso.
La carenza di attività fisica di un certo livello, citando un gruppo che ho sentito ieri sera "small in and out movements", insomma, sesso, sta iniziando a farsi sentire e il mio cervello automaticamente classifica le persone di genere maschile come scopabili o non scopabili. C'è crisi.
Resto nel limbo, perché di chiappare uno a caso e giue, non ho voglia.
E poi mi sono innamorata. Avete presente il tipo di cui parlo ogni tanto e sponsorizzo ovunque, quello che ha scritto uno dei romanzi più belli e validi dell'ultimo decennio, Filippo Bologna insomma? Ecco.
(No vabbè, puttanate a parte, il giudizio sul romanzo è l'unica cosa seria che ho scritto finora. quasi. oh, moi j'aime
l'autofiction!) (Tissy, ma questo è fransceseee).
E poi domani che ormai è tra meno di sei ore vado al matrimonio truzzo della cugina truzza in Puglia con un vestito nero e oro e una collana rosa e un foulard di seta rosa che dio solo sa come mi ci vedo.
E mi sono ricomprata il lettore mp3 che mi hanno fregato a Coppito, perché non ci sono mai solo le cose belle, e adesso lo inzeppo di musica, e Matteo mi ha regalato il suo CD perché sono nelle dediche, anche se ancora non ho capito dove, ma è bello questo cavolo di Harmony. Anche se le canzoni le conoscevo già.
Vado ai concerti yo yo e snobbo come una stronza la mia migliore amica che è a letto con un piede punteggiato di 6 punti di sutura.
Ho sonno.
Vo a letto.
Devo smetterla di farmi improbabili filmini mentali.
Buonanotte.
22/06/2009
Mia madre dice che sta diventando una cosa un po' malsana, questo mio attaccamento a laggiù. Dove no, mamma, non c'è nessun ragazzo, ci sono solo delle persone e ci sono io che mi sento esattamente come vorrei essere sempre.
Ma non volevo parlare di come mi sento io, volevo parlare della situazione in generale. Gli abruzzesi scempiano la Z di situazione, la pronunciano con la sonora e fa un effetto strano. Sto parlando del campo di Coppito, Murata Gigotti, quello autogestito da CGIL e Pro Loco. Il campo meno emblematico per mostrare la situaZione che c'è lì. Eppure. Perché qua pare che l'emergenza sia finita, le case le stanno valutando, alcune sono già agibili, pensa te, che bella agibilità senza luce e senza gas, e la gente che ci rientra abusivamente e poi viene a mangiare a mensa perché non si può fare altrimenti, ma meglio così che in quelle torride e claustrofobiche tende blu che di giorno si muore di caldo e di sera fa freddo e su una brandina per terra, per due mesi, non lo auguro a nessuno e chissà quanto ancora durerà, con un supermercato minuscolo e precario, un bar, una tabaccheria e tre magazzini che per accedervi ci vuole il ticket ed è tutto ridotto al minimo, all'osso, i bambini che vivono quasi allo stato brado, cresciuti un po' dai genitori un po' da clown, passando le giornate tra un prato e un tendone bianco. Gli anziani giocano a bocce. Poco più, ogni tanto un laboratorio di sartoria dalle signore di milano che passano a trovare, ogni tanto cosa? La pioggia, le scosse, il sole tremendo che si riflette sui ciottoli candidi, ogni tanto il G8 che inasprisce i controlli e rende tutti più inquieti, ma tanto porta soldi, sì ma a chi? E la gente come sta? Ma di noi si ricordano? I dubbi, la gente che non va a votare e vince Berlusconi perché vota solo chi ci crede, e le parole e le voci e si ricrea una vita di paese dove tutti sanno tutto di tutti e crescono le acidità le rivalità l'insofferenza.
Più di dieci giorni non si regge, ammiro chi ci sta dall'inizio, io non ce la farei, o forse sì, mentre c'ero non mi rendevo conto di niente, mi alzavo, facevo, la sera falò con tutti gli altri e poi letto e poi di nuovo, alzati, fai, cazzeggia un po' e daccapo. Inesauribile. Poi, tornata a casa, la botta è arrivata tutta insieme. è una condizione faticosa per me, che sono esterna e so cosa vado a fare e so di poter tornare a casa. Chissà quanto lo è per loro.
Sono attaccata a quel luogo, e in buona parte è egoismo, o narcisismo, non lo so, è sentirmi pienamente soddisfatta perché mi sento utile e perché le persone che conosco mi piacciono, d'altra parte non mi sento in colpa per questo mio narcisismo e allora no, non c'è niente di male. Soprattutto ora che di volontari ce n'è pochi, pochi, pochi, perché l'emergenza dicono sia finita, dicono che ora le cose vanno meglio, tanto meglio che l'ultimo giorno lì, per mancanza di cuochi, sono stata ad aiutare in cucina perché quanti erano non ce la facevano. Tanto meglio che c'è bisogno e su due tende da 8 ci sono anche brandine libere. Andate, chi può parta, io quando posso ci torno.
05/06/2009
...quello col
pisello piccolo fosse proprio lui.
Con Sincera Spocchia,
Shibbia Plink! problemi? parliamone.
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In --->
istantanee,
scialanza,
fa pensare
03/06/2009
Ironia della sorte, è stato proprio grazie a un mio ex compagno di classe, fervente piddiellino, che ho saputo la notizia della "passeggiata informale" di SB a Firenze.Lui pubblica l'evento su Facebook, un'amica lo legge e diffonde la notizia, e che fai, non vai?
Purtroppo l'occasione di vedere Papi da vicino ci è stata negata, tra polizia e servizio d'ordine non c'è stato verso di accedere al Regno dei Giusti. Ci chiedevamo se lui sentisse le urla a distanza, nonostante l'Arno che faceva casino e le nostre voci contro i suoi amplificatori, ma la risposta è semplice: no.
E non certo perché non si sentissero, ma perché ormai, secondo illustri teorie, il simpatico amico è completamente fuori di cervello, e tutti i rumori di sottofondo li interpreta come "ooooh! bravooo! beneeeee!".
Insomma, non ci hanno fatti entrare. Ci voleva la carta VIP, ci voleva esser vestite a fighe e io figuriamoci, con le polacchine viola, ma dove pensavo di andare? ah, ah. Ci voleva il messaggino. Una selezione che nemmeno al Billionaire, signori e signore, ormai per vedere SB bisogna essere cortigiani certificati DOC, DOP, DOCG. Con tanto di sigillo reale emanato da Bonaiuti, fedelissimo sempre a fianco.
Certo, la vigilanza c'è sempre stata in queste cose. Ma tipo, e se avessi voluto DAVVERO sentire quello che diceva il mezzo duce? Così, per farmi du'risate.
Mbè, c'è poco da fare. Il Merda ha avuto il suo bagno di folla, noi gliene preparavamo un altro ed è stato divertente vedere il corteo poliziesco girare in tondo perché ad ogni uscita c'era un gruppetto pronto a urlare la propria gioia nel vederLo. Poi s'è deciso. Peccato, ero da un'altra parte, non si faceva in tempo ad arrivar di là. Ma non importa. Tanto qualcuno c'era.

20/05/2009
Non ho visto tutto Ballarò ieri sera. Dopo un po' mio padre e io, divergenti politicamente a questa tornata elettorale, abbiamo preferito di comune accordo virare sul bel più pacificante Forrest Gump, che io la gastrite l'ho ereditata da lui e so come ci si sente.
Ho fatto in tempo a sentire il vaffanculo vendoliano, e devo dire che, se da una parte è suonato come una liberazione, proprio come un "quello che proprio ci voleva", dall'altra ci sono rimasta male. Anzi, io che lo posso dire non essendo un politico, ci sono rimasta proprio di merda. E così mio padre.
Gasparri è un provocatore. La sua voce da cornacchia inferocita è decisamente poco sostenibile, specie se affiancata all'altra, appartenente a quell'incrocio strano tra un mastino feroce e un'oca giuliva che è Laura Ravetto. Non per questo però mi è parsa giusta - decorosa, dignitosa, sensata - la replica, fino all'ultimo momento nettissima di Vendola. Quel vaffanculo non ci stava, tutto sommato. Sembrava un bambino soddisfatto che è riuscito a render pariglia, ho vinto io, e vaffanculo.
Del resto, proprio come a un bambino, gli è proprio scappato. Del resto, i vaffanculi scappano, alla gente, difficile dirne di programmatici, tranne che ai corsi di teatro con metodo Stanislavskij.
Quanto invece fosse programmato il siparietto della cretina con il cellulare, non riesco proprio a immaginarlo. Davvero, a dispetto dell'incredulità del povero Floris, mi sembra improbabile pensare che una come quella non avesse idea del fatto che, nella diretta di un programma tutto sommato importante, a poco dalle europee, il cellulare va spento e dimenticato. Mi sembra probabile invece che lo abbia utilizzato come modo per dire
1) qui mi ci trovo meglio che a casa e ho il diritto di fare il cazzo che mi pare.
2) l'educazione? ah, ah, io sono educata solo se c'è papi silvio, e si sa che l'educazione per papi è un optional.
3) visto? è un blackberry, non un cellulare, proprio lo stesso di Obama trallallero, sdoganiamolo a destra e siamo tutti più felici.
Davvero, lo penso.
Mi sembra di una tristezza inaudita il fatto che la classe dirigente di questo paese non conosca le norme elementari, quelle che insegnano a me e ai miei amici, tutto sommato tutti molto bravi ragazzi. Ci si sbronza e si fuma, ma in contesti ufficiali si sa tenere un contegno. Sì, cazzo, fatemi fare la maestrina, ma io mi sento umiliata a vedere in pubblico una che gioca col cellulare, no, col blackberry, uno che se ne esce con un vaffanculo, in generale una mandria di coglioni che si urlano addosso, uno che si lamenta perché poverino è stato zitto tutto il tempo e se non lo fanno parlare manco ora se ne poteva stare a casa a guardare la fictiòn.
A me studiar l'italiano fa male. Ma ritengo che sia ancora sconvolgente che nessuno di quelli presenti là fosse in grado di articolare un discorso coerente dall'inizio alla fine. Vendola parlava come Aldo Nove nei suoi Superwoobinda: io, abbiamo fatto la sinistra che sono importante. Con tanto di virgola sbagliata.
L'unica, unica, unica che ha mantenuto la propria serietà, e intelligenza, dall'inizio alla fine, è stata Debora Serracchiani. Che stimo veramente molto. Che se vivessi dalle parti di Udine voterei senza esitare troppo. Ma non vivo dalle parti di Udine, e credo che voterò altrove, del PD ho un po' di nausea.
Rimane per me più scandalosa di tutte l'oca rottweiler, con il suo lamentarsi che il povero Ilvio, una volta caduta la carica dovrà ancora essere sottratto alla sua vita privata, rimarrà un uomo contro tutti (e Gasparri a fare il coro sulla magistratura democratica e il complotto internazionale che manco gli adepti del signoraggio arrivano a sti livelli) e dovrà affrontare quell'orrendo luogo di umiliazione che è il tribunale -manco fosse Kafka.
Serracchiani, lo conosce Kafka? Del resto, ha ragione Gasparri, qui si parla di cultura, mica tutti hanno letto Ezra Pound come lui -si parla di cultura, da (non mi ricordo la colta citazione) a Ezra Pound. Solo e soltanto Pound, chi altri ha parlato di operai che patiscono in fabbrica? Mica quegli Entartete Kunstler che altro non sono quegli pseudoscrittori (comunisti! comunisti!) che di ste robe parlano da secoli. Ma la Serracchiani è una povera sprovveduta, "non aveva colto" (bravaaa) il valore artistico
della colta citazione
di sì fine dicitore,
ed a questo punto sale, dal profondo del mio cuore
vendoliana la menzione,
che mi porta di rinculo
a urlar: "Gasparri, VAFFANCULO!"
(e scusate la rima facile.)